IL GIARDINO DI AMY

DATA: Dicembre 2025 – in corso

DESCRIZIONE BREVE DELL’ATTIVITÀ SVOLTA: Progettazione preliminare: lo studio di fattibilità tecnica ed economica di un giardino privato di 450 m² in Umbria.

Un giardino che ritrova respiro. Ascolto del luogo.

Durante il primo sopralluogo ho percepito lo spazio come piccolo e frammentato. Ricordo bene la sensazione entrando la prima volta: il respiro corto, come se l’energia non riuscisse a scorrere. C’era sempre qualcosa davanti — una siepe, un volume, un ostacolo visivo.

Eppure la planimetria raccontava altro: circa 450 mq di giardino. Con la planimetria in mano e quella percezione di potenziale, è nata l’idea cardine del progetto: aprire le viste, collegare gli spazi e restituire continuità, così che il giardino potesse entrare in relazione con il paesaggio.

La scarpata oltre la siepe, invece di essere un problema, si è rivelata l’elemento capace di dare profondità e ampiezza a tutto lo spazio.

Il giardino per la persona che lo vivrà. Ascolto della persona.

Amy è un’imprenditrice di successo nel settore del turismo. Dieci anni fa ha scelto di trasferirsi in Italia dall’Australia, guidata da un amore profondo per la storia e l’architettura dell’antica Roma. Questa è la prima casa di proprietà che ha immaginato e desiderato a lungo, e sentiva il bisogno che ogni spazio parlasse davvero di lei.  Desiderava uno spazio accogliente, con zone protette ma aperte, simile a come si sentiva nel giardino di sua mamma in Australia. Nelle foto che mi ha mostrato tornavano spesso strutture verticali — tronchi, pali, elementi leggeri — immerse nel verde e nella luce. Davano un senso di radicamento e protezione.

Queste immagini hanno guidato le scelte più di qualsiasi schema funzionale.

Ho disegnato un sistema di pergole che accompagna il movimento: inizia vicino alla casa, lungo il passaggio verso la zona centrale, creando un invito ad entrare. Poi si interrompe, lasciando spazio alla luce e all’apertura verso la zona relax tra piscina e deck. Infine ricompare nella zona pranzo, dove l’ombra diventa protagonista nelle ore calde. Si alternano così sole e ombra, protezione e apertura. La vite che crescerà sulle strutture offrirà ombra estiva e, spogliandosi, lascerà entrare la luce nei mesi freddi.

Un altro desiderio di Amy era sentirsi parte del luogo. Sul lato est ho quindi immaginato un giardino mediterraneo, con percorsi in ghiaia che richiamano i paesaggi della macchia e delle garighe. In fondo ci sarà un piccolo tavolino con due sedie, per sedersi all’ombra dell’ulivo e guardare il paesaggio. Sulla scarpata ci sarà una piccola mimosa (Acacia dealbata), di origine australiana, che Amy associa alla sua infanzia e che metterà lei stessa a dimora: un gesto simbolico di appartenenza al luogo.

Questa è la parte più sensibile del progetto, sostenuta da un lavoro tecnico preciso. Durante il secondo sopralluogo ho eseguito il rilievo con Moasure per registrare distanze e dislivelli, e ho ricostruito lo stato di fatto in un modello 3D, utile per confrontarci in modo chiaro e prendere decisioni consapevoli, soprattutto nella gestione della scarpata

Struttura dello spazio e scelte progettuali.

Il percorso dall’ingresso è accompagnato da strutture leggere in legno che guidano il movimento e creano una transizione graduale tra casa e giardino. Su un livello leggermente più basso si inserisce la piscina a sfioro, in relazione visiva con il paesaggio. Il resto della scarpata diventa un giardino mediterraneo naturalistico, stabilizzato con un sistema crib wall che garantisce sicurezza, integrazione con il terreno e sostenibilità.

La scelta delle piante segue un linguaggio mediterraneo adatto al clima locale, ispirato a comunità vegetali presenti in natura, con fabbisogni idrici contenuti e manutenzione equilibrata.

Lezioni e soddisfazioni del progetto.

Il giardino è stato sviluppato in collaborazione con l’architetto che segue l’ampliamento della casa. Lavorare insieme fin dalle prime fasi ha permesso di coordinare quote, affacci, materiali e relazioni tra interno ed esterno, costruendo un insieme coerente e armonico.

Questo progetto ha confermato quanto sia importante fidarsi delle sensazioni che emergono dall’incontro tra luogo e persona. In una fase iniziale ho proposto di utilizzare solo una parte della scarpata, evitando terrazzamenti troppo estesi e poco pratici da vivere. La risposta di Amy è stata:
“Mi hai capito prima di me stessa.”

Infine, la parte naturalistica della scarpata rappresenta uno spazio speciale anche per me: un luogo dove potrò accompagnare nel tempo la nascita di un piccolo ecosistema mediterraneo, osservandone l’evoluzione stagione dopo stagione. Sto preparando per Amy una tavola botanica del planting, con note sulle piante scelte, così che anche lei possa seguire la crescita e le trasformazioni del suo giardino.

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