GIARDINO NATURALISTICO IN UMBRIA.
DATA: Dicembre 2025 – febbraio 2026
DESCRIZIONE BREVE DELL’ATTIVITÀ SVOLTA: Progettazione preliminare: lo studio di fattibilità tecnica ed economica di un giardino privato di 450 m² in Umbria.
Un giardino che ritrova respiro. Ascolto del luogo.
Durante il primo sopralluogo ho percepito lo spazio come piccolo e frammentato. Ricordo bene la sensazione entrando la prima volta: il respiro corto, come se l’energia non riuscisse a scorrere. C’era sempre qualcosa davanti — una siepe, un volume, un ostacolo visivo.
Eppure la planimetria raccontava altro: circa 450 mq di giardino. Con la planimetria in mano e quella percezione di potenziale, è nata l’idea cardine del progetto: aprire le viste, collegare gli spazi e restituire continuità, così che il giardino potesse entrare in relazione con il paesaggio.
La scarpata oltre la siepe, invece di essere un problema, si è rivelata l’elemento capace di dare profondità e ampiezza a tutto lo spazio.
Il giardino per la persona che lo vivrà.
La cliente è un’imprenditrice nel settore del turismo. Dieci anni fa ha scelto di trasferirsi in Italia dall’Australia, guidata dalla passione per la storia e l’architettura dell’antica Roma. Questa è la prima casa di proprietà che ha immaginato e desiderato a lungo, e sentiva il bisogno che ogni spazio parlasse davvero di lei. Desiderava uno spazio accogliente, con zone protette ma aperte, simile a come si sentiva nel giardino a casa di infanzia in Australia. Nelle foto che mi ha mostrato tornavano spesso strutture verticali — tronchi, pali, elementi leggeri — immerse nel verde e nella luce. Davano un senso di radicamento e protezione.
Queste immagini hanno guidato le scelte più di qualsiasi schema funzionale.
Ho disegnato un sistema di pergole che accompagna il movimento: inizia vicino alla casa, lungo il passaggio verso la zona centrale, creando un invito ad entrare. Poi si interrompe, lasciando spazio alla luce e all’apertura verso la zona relax tra piscina e deck. Infine ricompare nella zona pranzo, dove l’ombra diventa protagonista nelle ore calde. Si alternano così sole e ombra, protezione e apertura. La vite che crescerà sulle strutture offrirà ombra estiva e, spogliandosi, lascerà entrare la luce nei mesi freddi.
Un altro desiderio della cliente era sentirsi parte del luogo. Sul lato est ho quindi immaginato un giardino mediterraneo, con percorsi in ghiaia che richiamano i paesaggi della macchia e delle garighe. In fondo ci sarà un piccolo tavolino con due sedie, per sedersi all’ombra dell’ulivo e guardare il paesaggio.
Struttura dello spazio e scelte progettuali.
Il percorso dall’ingresso è accompagnato da strutture leggere in legno che guidano il movimento e creano una transizione graduale tra casa e giardino. Su un livello leggermente più basso si inserisce la piscina a sfioro, in relazione visiva con il paesaggio. Il resto della scarpata diventa un giardino mediterraneo naturalistico, stabilizzato con un sistema crib wall che garantisce sicurezza, integrazione con il terreno e sostenibilità.
Il planting prenderà ispirazione dalle comunità vegetali spontanee umbre, integrando, dove ecologicamente appropriato, specie termo-mediterranee compatibili per sperimentare nuove combinazioni vegetali resilienti nel contesto bioclimatico dell'Italia centrale.